I personaggi

Ideare la personalità del protagonista di un libro è un processo lento. All’inizio si delineano i tratti essenziali poi, pagina dopo pagina, prendono corpo i dettagli e le sfaccettature del carattere. Capita che inconsapevolmente tra le righe si innestino frammenti dell’indole dell’autore, insofferenze e antipatie per ciò che detesta o apprezzamenti e simpatie per ciò che predilige, mettendone in risalto pregi o difetti.

Al protagonista si trasmettono i modi di dire, le manie, le proprie esperienze magari un po’ rivalutate rispetto alla realtà.

Alla fine, ne esce una sorta di avatar che cerca di agire per il meglio e ironizza sulle sue debolezze. Ludovico Boringhieri è sempre pronto a porre in discussione se stesso e a mettersi nei panni degli altri per individuarne le motivazioni o giustificarne le azioni.

A fianco del protagonista troviamo la presenza costante di un collaboratore, un amico o un confidente. È quasi una regola del thriller, per dare seguito ai pensieri che nel confronto diventano scambi di vedute, discussioni e a volte infuocati contrasti. Insieme scovano indizi e stabiliscono strategie da applicare per giungere alla soluzione dell’indagine.

Ludovico Boringhieri collabora con Jacopo Bernardi, l’altra faccia della medaglia: tanto il primo è borghese e conservatore quanto il secondo è anticonformista; tanto uno è razionale quanto l’altro è istintivo. Jacopo, dotato di una creatività aberrante per ciò che riguarda il suo guardaroba, è un ex hacker dallo spirito anarchico che sembra l’opposto del suo datore di lavoro.

L’antiquario ama la bellezza espressa dalle arti figurative, il collaboratore preferisce l’innovazione tecnologica, ma entrambi integrano le proprie competenze e trovano appagamento nella professione.

Ammirano il fascino femminile, ma mentre il primo ne diventa vittima predestinata, salvo poi evitare le implicazioni negative di una relazione stabile, il secondo rifugge dal sentimentalismo e dalla dipendenza affettiva.

Boringhieri apprezza i sapori e i profumi dei cibi raffinati e dei vini ricercati, adora le moto e la velocità. Bernardi, da toscano verace, preferisce un menu limitato a base di carni irrorate dal Chianti e ha il terrore delle moto, piuttosto che salirci va a piedi.

Non perdono occasione per prendersi in giro con battute e sfottò che finiscono alla pari fra le risate. Iniziano a discutere per i più disparati e banali pretesti, s’infiammano, litigano ma poi trovano un punto di equilibrio e complicità per affrontare gli imprevisti delle situazioni rischiose in cui finiscono coinvolti.

Ludovico, capace di immedesimarsi nei suoi antagonisti, riesce a volte ad anticiparne le mosse adottando delle efficaci contromisure; Jacopo lo supporta con le sue attitudini informatiche e insieme collaborano a risolvere le intricate indagini che troveremo in 13 gocce di cera rossa e nei prossimi libri dedicati alle loro avventure.

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